Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni, utilizzandolo tu accetti l'uso dei cookies sul tuo dispositivo.

View e-Privacy Directive Documents

Hai disabilitato i cookies. Questa decisione può essere modificata.

Hai acconsentito all'utilizzo dei cookies sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere modificata.


Warning: file_get_contents(https://graph.facebook.com/fql?q=SELECT%20share_count%20FROM%20link_stat%20WHERE%20url%20%3D%20%22http%3A%2F%2Fcsoacartella.org%2Findex.php%2Fcomponent%2Fcontent%2Farticle%2F71-spettacoli%2Fcinecartella%2F1291-proiezione-del-film-mediterranea%3FItemid%3D18%22): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 400 Bad Request in /home/verdebinario/webapps/csoacartella_org/plugins/content/fastsocialshare/fastsocialshare.php on line 148
Marzo
08
2016

Proiezione del film MEDITERRANEA

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

Mercoledì 16 marzo alle ore 18:00 (prima proiezione) e alle ore 21:00 (seconda proiezione) il CO.S.MI (COMITATO SOLIDARIETÁ MIGRANTI) ed il CIRCOLO DEL CINEMA “CESARE ZAVATTINI” organizzano presso il Cineteatro ODEON la proiezione del film “Mediterranea” di Jonas Carpignano, alla presenza del regista e dell'attore protagonista Koudous Seihon

Il film, presentato al Festival del Cinema di Cannes 2015- Semaine della Critique, uno dei tre finalisti che concorrono per il premio LUX 2015 del Parlamento Europeo, girato tra Marocco e Calabria, racconta la storia vera d’uno sbarco: quella di due migranti del Burkina Faso, che attraversano il deserto, raggiungono la Libia, riescono nella drammatica impresa dello sbarco a Lampedusa, arrivano a Rosarno. Qui però non trovano il mondo sognato: lavoreranno alla raccolta delle arance, saranno costretti a confrontarsi con i pregiudizi legati allo straniero e verranno coinvolti nella rivolta del 2010. Un film, questo, che affronta il tema dell'immigrazione in relazione alle dinamiche sociali di territori a noi così vicini come la Piana di Gioia Tauro, un film sulla “precarietà della globalizzazione che si riflette in questo angolo di Calabria” .

Per dirla con le parole di Ida Dominijanni il film è ”un caso assai riuscito di innesto di un linguaggio cinematografico materialista sulla storia vera di Koudous Seihon, un migrante del Burkina Faso che recita se stesso come fosse un attore sperimentato; l’intero cast, tutto preso direttamente dalla strada, è la dimostrazione che l’energia e il desiderio di un gruppo di giovani determinati può più della migliore scuola di recitazione. Ma quello che di Mediterranea colpisce di più sono altre cose. La prima è lo sguardo, finalmente inedito e finalmente giusto, su un pezzo del sud d’Italia, finalmente visto come un pezzo del mondo globalizzato e delle sue contraddizioni e non come un residuo arcaico di un’arretratezza invincibile. Rosarno e la piana di Gioa Tauro sono una realtà complicata, dove lo sfruttamento economico della forza lavoro nera necessaria all’economia degli aranceti si sovrappone alla diffidenza xenofoba senza vincerla, e questa contraddizione si è incistata su un territorio che la rappresenta plasticamente: di qua la città con gli indigeni, per sfondo il porto e i suoi traffici; di là il ghetto dei maschi neri con il campo di tende “civili” ottenuto dopo la rivolta, circondato dalle tende abborracciate dei nuovi arrivati, senza fogne e senza speranza; tutt’intorno la cintura delle lavoratrici del sesso, terra di confine e di scambio tra maschi nativi e maschi immigrati; poi ancora ’a ciambra, la comunità rom dove i bambini, come il memorabile Pio nel film, vivono riciclando telefonini e lettori di mp3; e a fare da ponte tra il ghetto e la città donne che cucinano per i migranti, assistenti sociali che insegnano l’italiano, volontari che organizzano l’accoglienza. Raccontare questa stratificazione non era facile; ma più difficile era scuoterla, smuoverla, farla saltare. Jonas Carpignano li ha messi tutti a lavorare su un set, neri e bianchi, indigeni e migranti, vecchi e bambini, prostitute e donne virtuose, e Mediterranea non li ha solo rappresentati: li ha cambiati.”