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Luglio
08
2009

Non sono GAS nostri!

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

VENERDÌ 10 A ROSARNO ASSEMBLEA SUL RIGASSIFICATORE

L'associazione TERRITORIOT, per la difesa del territorio e dell'ambiente, insieme ad abitanti, comitati ed associazioni della Piana di Gioia Tauro promuove venerdì 10 luglio alle ore 19.00 a Piazza Valarioti in Rosarno un'assemblea di informazione e sensibilizzazione sulla localizzazione del megarigassificatore, anche in vista della conferenza conclusiva del ciclo di presentazioni e discussioni sul progetto che si terrà il 14 p.v. presso il Comune di Gioia Tauro.

Il dibattito fin qui registrato sul tema del rigassificatore è viziato e sbilanciato da notizie provenienti quasi esclusivamente dagli ambienti legati al proponente e dalla quanto meno incauta, se confermata, presunta adesione di alcuni dirigenti politici calabresi, che evidentemente avrebbero fortemente sottovalutato i rischi del progetto.

Stiamo discutendo infatti di un progetto di cui né la Piana né la Calabria hanno bisogno, essendo già la nostra regione fortemente esportatrice di energia, mentre la Piana si accinge a diventarlo con l'entrata in funzione delle centrali a turbogas di Rizziconi. I numeri che si leggono sull'occupazione di cantiere e di servizio sono assolutamente propagandistici: ricordiamo che siamo di fronte ad attrezzature industriali che si costruiscono sostanzialmente assemblando componenti già pronte, il che riduce fortemente l'occupazione di cantiere (a parte il fatto che tutti i calabresi ormai sanno a memoria che la stessa occupazione di cantiere è sempre contingente ed alla fine si rivela spesso un bluff occupazionale che riversa sul mercato del lavoro nuovi disoccupati); mentre per quanto riguarda gli addetti di esercizio stiamo parlando di un settore a fortissima penetrazione tecnologica nella gestione delle diverse attività, per cui gli occupati permanenti alla fine si ridurrebbero a qualche decina.

Alla Piana ed alla Calabria restano i rischi e gli impatti: le conseguenze di emissioni di acqua gelata che potrebbe essere mista al gas, le perdite di gas stesso durante la lavorazione, il surriscaldamento dell'ambiente circostante l'impianto con emissioni di ozono di terra e soprattutto il rischio di esplosioni che potrebbero essere anche disastrose e su cui non ci si può fidare delle probabilità; che nella gestione delle attività pericolose e complesse spesso viene accresciuta da errori o imperizia umana e soprattutto dal fatto che dopo le fasi di avvio si tende a risparmiare su controlli e manutenzione (vedi rapporto della Commissione Rischi Industriali dell'Unione Europea).

A tutto ciò si aggiunge il fatto che il processo di valutazione di impatto ambientale non è sufficientemente partecipato (la maggior parte degli abitanti della Piana disconoscono il progetto totalmente): non bastano evidentemente le conferenze già organizzate. Senza contare il fatto che le direttive europee per questo tipo di impianti e specie nelle situazioni che -vedi la Piana ed il porto- ospitano già altri impianti a rischio vicino a quello da realizzare rendono obbligatoria la VAS -Valutazione Ambientale Strategica-, di cui invece finora non si è parlato affatto, e che andrebbe estesa a tutte le attività del porto e dell'area.

Appuntamento a venerdì per approfondire questa discussione insieme al Prof. Alberto Ziparo, il Prof. Osvaldo Pieroni ed il Coordinamento dei Portuali di Gioia Tauro.