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Maggio
30
2005

Referendum sulla fecondazione assitita

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

IL VERO SÌ ALLA VITA
IL VERO DIRITTO DI SCEGLIERE

La legge in vigore 40, riconoscendo status giuridico all'embrione, rimette in discussione i diritti fondamentali conquistati dalle donne, in primis il diritto all'aborto.

DISCRIMINA I CITTADINI RISPETTO AL REDDITO: le tecniche sono costosissime e non coperte da sanità pubblica, ne consegue che coloro che non rientrano nei criteri stabiliti dalla legge potranno accedere alle cure in altri paesi solo se in grado di sostenere i costi necessari.

Impedisce, alle persone affette da gravi malattie genetiche o sieropositive, sterili o infertili, di ricorrere alla fecondazione assistita per avere figli sani.

Divide i cittadini in sani/malati, fertili/infertili, eterosessuali/omosessuali, ricchi/poveri, sposati/single di fatto, creando una cittadinanza di serie A e una di serie B.

Attacca i principi di laicità dello Stato, che con questa legge può intervenire pesantemente nella sfera privata degli affetti e delle scelte di vita.

I QUATTRO QUESITI SOTTOPOSTI AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

1. CONGELAMENTO DEGLI EMBRIONI
La legge 40 limita e rallenta la ricerca scientifica, bloccando la sperimentazione sulle cellule staminali – attualmente è infatti vietato il congelamento degli embrioni, che invece ha fini diagnostici e curativi di malattie quali l'Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, la cardiopatite, i tumori. Inoltre, VOTARE SÌ AL PRIMO QUESITO significa evitare alla donna di sottoporsi ad un'estenuante ripetizione del ciclo dei trattamenti , ristretta nel tempo (il congelamento degli embrioni aumenterebbe la possibilità di successo della fecondazione) e lesiva per la loro salute.

2. STATUS GIURIDICO DELL'EMBRIONE 1 (congelare gli embrioni faciliterebbe non solo la ricerca, ma anche la riuscita della fecondazione)
La legge 40 obbliga la coppia ad accettare il trattamento anche a rischio di partorire figli gravemente malati o, alla donna, di avere parti plurigemellari indesiderati. imposta attualmente la produzione di 3 soli embrioni, tutti e tre da impiantare contemporaneamente.
VOTARE SÌ AL SECONDO QUESITO quindi significa non solo garantire la salute delle donne e la loro libertà di scelta, ma soprattutto aumenta le probabilità di successo della riproduzione assistita e diminuisce i disagi personali e i costi.

3. STATUS GIURIDICO DELL'EMBRIONE 2 (“non trattare l'embrione come un oggetto, trattare la donna come oggetto”)
Questo punto dell'attuale legge prevede il riconoscimento dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. VOTARE SÌ AL TERZO QUESITO significa restituire alla futura madre la possibilità di scelta, che altrimenti è obbligata all'impianto contestuale dei 3 embrioni; ma anche non porre le basi a successivi interventi sulla legge sull'aborto.

4. FECONDAZIONE OMOLOGA O FECONDAZIONE ETEROLOGA?
In caso di grave sterilità o alta probabilità di trasmissione di malattie ereditarie, è stato provato che la fecondazione eterologa (consistente nel prelevare gameti, ovociti e spermatozoi, di persona estranea alla coppia), e adottata nella maggior parte degli altri paesi, in Europa e nel mondo, aumenterebbe le possibilità di riuscita della fecondazione artificiale ed eviterebbe la nascita di bambini ad alto rischio malattie. L'attuale legge 40 prevede solo la fecondazione omologa (si può perciò ricorrere agli ovociti e agli spermatozoi dei soli partner coinvolti).
VOTARE SÌ AL QUARTO PUNTO significa abolire una legge discriminatoria, per riaffermare il diritto di avere un figlio anche in condizioni di sterilità particolarmente sfavorevoli: l'essere madre e padre va al di là del corredo cromosomico.

VOTARE SÌ AI QUATTRO QUESITI NON SIGNIFICA AUTORIZZARE TECNICHE DI CLONAZIONE!

C. S. O. A. “A. CARTELLA“
PER IL SI AI QUATTRO REFERENDUM