Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni, utilizzandolo tu accetti l'uso dei cookies sul tuo dispositivo.

View e-Privacy Directive Documents

Hai disabilitato i cookies. Questa decisione può essere modificata.

Hai acconsentito all'utilizzo dei cookies sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere modificata.


Warning: file_get_contents(https://graph.facebook.com/fql?q=SELECT%20share_count%20FROM%20link_stat%20WHERE%20url%20%3D%20%22http%3A%2F%2Fcsoacartella.org%2Findex.php%2Fcomponent%2Fcontent%2Farticle%2F106-comunicati%2Fterritorio%2Fecomafie%2F822-e-tornato-il-silenzio-sui-veleni-di-stato%3FItemid%3D18%22): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 400 Bad Request in /home/verdebinario/webapps/csoacartella_org/plugins/content/fastsocialshare/fastsocialshare.php on line 148
Luglio
16
2012

É tornato il silenzio sui Veleni di Stato!

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

SABATO 21 LUGLIO ALLE ORE 18.30 AL CENTRO SOCIALE CARTELLA
PER RIPORTARE L’ATTENZIONE SULLE NAVI DEI VELENI
DIBATTITO E PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO “L’AVVELENATA”

Il 12 settembre del 2009, al largo delle coste di Cetraro, fu ritrovata una nave affondata che, in base alle dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, è stata inizialmente identificata come la Cunsky. Quel ritrovamento scatenò un moto di indignazione in tutta la Calabria, e non solo: dopo anni di denunce inascoltate, di inchieste archiviate in fretta,  di racconti diventati leggende, finalmente sembrava sia stato squarciato quel velo calato sulle cosiddette “navi dei veleni”, quelle imbarcazioni cariche di rifiuti tossici e radioattivi, affondate con la complicità del governo italiano.

La Jolly Rosso, arenatasi sulle spiagge della vicina Amantea il 14 dicembre del 1990, divenne il simbolo di queste carrette affondate e di una Calabria avvelenata dalle mafie e da imprenditori senza scrupoli. Ma diventò anche l’emblema di quella Calabria che ricerca verità e giustizia, e che si riversò nelle strade della cittadina cosentina per gridare “Basta ai veleni” e chiedere la bonifica dei territori inquinati.

Giocando sulla identità della nave, identificata nella Catania e non nella Cunsky, e quindi sulla inattendibilità di Fonti, ben presto fu nuovamente oscurata tutta la vicenda. A distanza di quasi tre anni da quella manifestazione, le navi dei veleni sono ricadute nell'oblio, e addirittura la valle del fiume Oliva, a pochi chilometri dalla spiaggia dove si arenò la Jolly Rosso e dove furono ritrovati 90mila metri cubi di rifiuti nocivi, viene esclusa dalla lista regionale delle aree da bonificare.

Per parlare di tutto questo, ma anche per ricordare chi ha dato la vita per inseguire la verità sulle navi dei veleni, come il capitano Natale De Grazia, il c.s.o.a. Cartella e la Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” hanno organizzato per sabato 21 luglio alle 18.30, un incontro pubblico che vedrà la partecipazione di Nuccio Barilla, dirigente nazionale Legambiente, Gianfranco Posa del Comitato civico Natale De Grazia, e Claudio Metallo, regista e documentarista.

Dopo un apericena a base di prodotti del G.A.S. – Gruppo di Acquisto Solidale “Felce & Mirtillo”, seguiranno le proiezioni del documentario L’avvelenata, scritto e diretto da Claudio Metallo, e di "L'uomo che si è fatto dio", progetto fotografico di Alessandro Mallamaci che racconta un'altra storia di veleni nella nostra regione, quella della Marlane.

La serata si chiuderà con lo spettacolo “Il suono e la parola”, un viaggio in un mondo fatto di parole e di musica con Mimmo Martino e Mario Lo Cascio.

All’iniziativa saranno presenti con dei banchetti informativi, il Comitato contro la Centrale a Carbone di Saline Joniche, che ha indetto un presidio per il 23 luglio davanti il Consiglio regionale, il Gruppo Emergency di Reggio Calabria, da poco costituitosi nella nostra città, e gli attivisti della Colonia felina “Le Micille”, finalmente tornata al parco Cartella dopo il trasferimento forzato causato dall'incendio.