Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni, utilizzandolo tu accetti l'uso dei cookies sul tuo dispositivo.

View e-Privacy Directive Documents

Hai disabilitato i cookies. Questa decisione può essere modificata.

Hai acconsentito all'utilizzo dei cookies sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere modificata.


Warning: file_get_contents(https://graph.facebook.com/fql?q=SELECT%20share_count%20FROM%20link_stat%20WHERE%20url%20%3D%20%22http%3A%2F%2Fcsoacartella.org%2Findex.php%2Fcomponent%2Fcontent%2Farticle%2F77-comunicati%2Fterritorio%2F1249-volantinaggio-contro-banca-intesa%3FItemid%3D18%22): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 400 Bad Request in /home/verdebinario/webapps/csoacartella_org/plugins/content/fastsocialshare/fastsocialshare.php on line 148
Marzo
01
2012

Volantinaggio contro Banca Intesa

Scritto da c.s.o.a. Angelina Cartella

Il testo del volantino distribuito davanti alla sede di Banca Intesa sul Corso Garibaldi

CHIUDIAMO BANCA INTESA!
CHIUDIAMO I CANTIERI DELLA TAV!

Ancora una volta, a distanza di pochi giorni, siamo di nuovo in Piazza per esprimere la nostra solidarietà al movimento No Tav, e a tutta la popolazione della Val di Susa che sta difendendo la propria terra da speculatori e affaristi.

Oggi lo facciamo chiudendo simbolicamente Banca Intesa, una delle banche italiane più attive negli investimenti in grandi opere, come il Ponte e come sicuramente la Tav.

La stessa banca che fino a poco tempo fa era diretta dall’attuale ministro per lo sviluppo, quel Passera che di questa banca era anche azionista, dichiarando però dopo la nomina ministeriale di aver venduto tutte le azioni…

Quando il Ministro sostiene la necessità di andare avanti con i lavori, quali interessi difende? A quale sviluppo pensa, a quello dell’Italia o a quello della sua ex (come dice lui) banca?

Si usa la forza bruta dello Stato per preservare gli interessi privati, si spendono milioni di euro per reprimere un movimento che può dare lezioni di democrazia a tutta la classe politica italiana, e non solo…

Si allarga il debito per difendere gli interessi di chi il debito lo ha creato, e lo si usa come strumento di ricatto per tenerci soggiogati. Loro accumulano debiti e vorremmo che fossimo noi a pagarlo, svendendo tutto, braccia, testa, acqua, persino la nostra terra.

Questa lotta non è più una semplice lotta territoriale!
Questa lotta appartiene a tutti, perché è in gioco il nostro futuro!